La "Lenore" di Bürger: due versioni russe a confronto

 


    Sulle pagine di questo blog ho pubblicato la mia traduzione "equimetrica", cioè mantenendo il metro e la forma dell'originale, della ballata di Vasilij Žukovskij "Svetlana", pubblicata nel 1812. Si trattava in un certo senso di una doppia traduzione, in quanto l'opera del poeta russo era una versione, seppure alquanto libera, della "Lenore" di G. Burger, del 1773. Per Žukovskij "Svetlana" era in realtà già la seconda versione di quest'opera, da cui aveva già preso ispirazione per la sua "Ljudmila" (1808) e a cui sarebbe tornato dopo diversi anni, nel 1831, con un'altra versione, questa volta battezzando la propria eroina con lo stesso nome dell'originale tedesco: "Lenora".

    Nella sua "Storia della letteratura russa" (Roma 2010, p. 215) Guido Carpi riporta il caso di un'altra traduzione della ballata di Bürger, pubblicata nel 1816 da Pavel A. Katenin con il titolo "Ol'ga". La nuova versione si poneva in polemica diretta con quelle di Žukovskij: allo stile e al lessico sentimentalista di quest'ultimo Katenin contrapponeva "una suggestiva miscela di arcaismi" e "costrutti idiomatici a tratti assai crudi". "Ad esempio, - continua Carpi - le anime dei defunti che in Žukovskij, alla luce della luna, «in girotondo leggero e chiaro s’intrecciarono in aerea catena», in Katenin diventano «dell’infernal marmaglia il galoppare, sghignazzi e balli nell’alto dei cieli»".

    La versione di Katenin suscitò un acceso dibattito tra i fautori del linguaggio delicato e mediano dei sentimentalisti e chi preferiva uno stile più realistico, anticipando le tendenze di metà Ottocento. Carpi riporta le parole del commediografo Griboedov, in difesa dello stile della Ol'ga di Katenin: "«A quel paese le fantasticherie, al giorno d’oggi, in qualsiasi libro tu sbirci, qualunque cosa tu legga, canzone o epistola, dappertutto fantasticherie, e di natura non ce n’è un capello»". Griboedov usa la parola "mečtanie" (fantasticheria), tra i termini più amati da Žukovskij, Karamzin e dagli altri sentimentalisti come Karamzin e Dmitriev. 

    La questione è complicata dal fatto che nel 1831, cioè proprio nell'anno in cui Žukovskij terminava la terza versione della "Lenore", Katenin avrebbe rimaneggiato la propria "Ol'ga", cambiando, tra l'altro, proprio il verso citato da Carpi e rendendolo assai meno "crudo". E' interessante che proprio all'inizio della ballata Katenin introdusse la parola "fantasticheria", cioè quella contro cui si era espresso Griboedov (che peraltro non ebbe la possibilità di commentare la modifica, visto che nel frattempo era morto). 

    Non è facile cogliere queste sfumature senza avere accesso diretto al testo russo. Ci proverò nel prossimo post, offrendo una traduzione, come al solito equimetrica, di alcuni brani della Ol'ga di Katenin.


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«Svetlana» di Zhukovskij in traduzione equimetrica