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La "Lenore" (Ol'ga) di Katenin (frammenti)

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       Come preannunciato nel precedente post su questo blog, riporto alcune brani della mia traduzione della ballata "Ol'ga" di P.A. Katenin, traduzione di "Lenore" del poeta tedesco Burger. Katenin scrisse questa sua versione nel 1816, in polemica con quella di Zhukovskij ("Svetlana"), sostituendo il carattere sentimentale di quest'ultima con uno stile più ruvido e realistico. Pare che il giovane Pushkin fosse andato a casa di Katenin come un allievo va dal suo mentore, come se volesse anche lui liberarsi dello stile sentimentale ereditato da Zhukovskij.       Offro qui in traduzione, come al solito il più possibile equimetrica, i primi versi del componimento, la parte centrale e l'ultima strofa; invece che alla versione del poema del 1831, che si incontra nella maggior parte delle edizioni, mi riferisco a quella del 1816, cioé quella che per la sua novità stilistica aveva impressionato Pushkin e i suoi contemporanei (in nota indico le parti ...

La "Lenore" di Bürger: due versioni russe a confronto

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       Sulle pagine di questo blog ho pubblicato la mia traduzione "equimetrica" , cioè mantenendo il metro e la forma dell'originale, della ballata di Vasilij Žukovskij "Svetlana" , pubblicata nel 1812. Si trattava in un certo senso di una doppia traduzione, in quanto l'opera del poeta russo era una versione, seppure alquanto libera, della "Lenore" di G. Burger , del 1773. Per Žukovskij "Svetlana" era in realtà già la seconda versione di quest'opera, da cui aveva già preso ispirazione per la sua "Ljudmila" (1808) e a cui sarebbe tornato dopo diversi anni, nel 1831, con un'altra versione, questa volta battezzando la propria eroina con lo stesso nome dell'originale tedesco: "Lenora".      Nella sua "Storia della letteratura russa" (Roma 2010, p. 215) Guido Carpi riporta il caso di un'altra traduzione della ballata di Bürger, pubblicata nel 1816 da Pavel A. Katenin con il titolo "Ol'g...

Che cos'è la poetica storica?

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       Esattamente un mese fa, il 16 marzo 2026, inauguravo questo blog, ancor prima di presentare me stesso, con un post dedicato alla figura di Aleksandr Nikolaevich Veselovskij . E' infatti a lui che devo la maggior parte di quello che so sulla letteratura e sulla cultura umana. D'altra parte il titolo di questo blog prende origine proprio dalla disciplina creata da questo straordinario studioso russo. Ma che cos'è la " poetica storica "?      Veselovskij aveva cominciato la sua riflessione sull'essenza della storia della letteratura  già da studente, dal momento in cui era stato individuato come il migliore candidato a ricoprire la prima cattedra universitaria russa di "letteratura universale". Ma solo molto più tardi egli avrebbe dato inizio al libro che porta il titolo di "poetica storica". La morta prematura impedì a Veselovskij di portare a termine il lavoro, ma quello che fece in tempo a concludere, quasi metà del piano dell'op...

La letteratura della Rus' di Kiev

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       La decisione di Vladimir, principe di Kiev , di adottare il cristianesimo era dettata molto più da considerazioni politico-economiche che non religiose: il battesimo apriva all'emergente regno della Rus' le porte dei ricchi commerci con gli stati europei. Le implicazioni culturali di questa decisione, a partire dall' introduzione della scrittura , dovevano essere assai poco chiare al principe, anche perché, evidentemente, era analfabeta come il resto del suo popolo.      Furono i monaci bizantini ad assumersi il compito di educare la Rus' alla nuova religione, per cui era indispensabile che i novizi cristiani avessero accesso alle Sacre Scritture. Il compito degli evangelizzatori era assai facilitato dall'opera dei due fratelli Cirillo e Metodio , monaci bizantini, che già da un secolo avevano creato un alfabeto per gli slavi di Moravia, Bulgaria e Serbia e tradotto nella loro lingua le parti più importanti della liturgia cristiana e della Bibb...

La nascita della scrittura in Russia

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     Nella nostra cultura siamo abituati a pensare la parola in una doppia ipostasi: esiste la parola orale, riprodotta attraverso la bocca e recepita attraverso le orecchie come suoni, ed esiste la parola scritta, creata sulla base di una rappresentazione visiva dei suoni o dei concetti e fruibile attraverso gli occhi. E forse percepiamo questa seconda ipostasi, quella scritta, come più vera e solida, dimenticandoci che la parola nasce e per millenni rimane unicamente una forma di espressione orale, legata all'attimo presente e non fissabile e tramandabile se non nella memoria. In alcune parti del mondo le comunità umane hanno elaborato, progressivamente e in modo organico, come risposta a proprie esigenze sociali, delle forme di trascrizione dei suoni e/o dei concetti espressi dalla parola. Ma la maggior parte degli alfabeti sono sorti in modo non organico, come prestiti, imitazioni di quelli usati da popoli limitrofi più sviluppati da questo punto di vista.  ...

Poesia orale e poesia scritta

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       Nell’ultimo post di questo blog ho proposto la definizione di verso del filologo russo Maksim Shapir , sottolineando l’aspetto che ritengo più importante: la poesia, grazie al verso, crea una nuova dimensione che unisce tutti i poeti del passato, del presente e del futuro. Proviamo ora ad applicare questa idea di verso a un’altra questione che da sempre appassiona gli amanti della poesia: il rapporto tra poesia orale e poesia scritta . A questa si lega un’altra questione limitrofa, quella del rapporto tra poesia e musica .       È noto che la poesia più arcaica, sia quella dei più lontani tempi antichi che quella orale-popolare, è stata tradizionalmente accompagnata dalla musica. Anche la poesia colta degli ultimi secoli si è richiamata spesso e volentieri alla musica, basti pensare al romanticismo e al simbolismo.       Da musicista amatoriale e studioso di popular music sono sempre stato affascinato da questo problem...

Che cos'è la poesia?

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      A questa domanda ciascuno di noi potrebbe rispondere in vario modo, partendo dalle proprie sensazioni e la propria percezione della parola, basata sulla propria esperienza. Fermo restando il diritto di ciascuno a interpretare come vuole il concetto di poesia, cercherò qui di presentare una definizione che aspira al grado massimo di obiettività , pur non escludendo la possibilità di correzioni o confutazioni.       Il concetto di "poesia" può essere diviso come minimo in due accezioni, una più generica, una più specifica. Mi ricordo ancora come alle scuole elementari mi fecero studiare a memoria due componimenti "poetici": l'"Addio ai monti" di Alessandro Manzoni e "Il sabato del villaggio" di Giacomo Leopardi. Del brano dei Promessi sposi mi sono rimaste solo le prime parole e una generica impressione di "poeticità", laddove ancora oggi, a distanza di quasi quarant'anni, ricordo quasi perfettamente la poesia di Leopardi....