La nascita della scrittura in Russia


     Nella nostra cultura siamo abituati a pensare la parola in una doppia ipostasi: esiste la parola orale, riprodotta attraverso la bocca e recepita attraverso le orecchie come suoni, ed esiste la parola scritta, creata sulla base di una rappresentazione visiva dei suoni o dei concetti e fruibile attraverso gli occhi. E forse percepiamo questa seconda ipostasi, quella scritta, come più vera e solida, dimenticandoci che la parola nasce e per millenni rimane unicamente una forma di espressione orale, legata all'attimo presente e non fissabile e tramandabile se non nella memoria. In alcune parti del mondo le comunità umane hanno elaborato, progressivamente e in modo organico, come risposta a proprie esigenze sociali, delle forme di trascrizione dei suoni e/o dei concetti espressi dalla parola. Ma la maggior parte degli alfabeti sono sorti in modo non organico, come prestiti, imitazioni di quelli usati da popoli limitrofi più sviluppati da questo punto di vista.  

     Gli italiani hanno ereditato dagli antichi romani l'alfabeto latino, adattandolo progressivamente alla trascrizione del "volgare". Ma ci sono tanti popoli che hanno vissuto e prosperato per secoli senza la scrittura. 

     Provate a immaginarvi di non aver mai visto un libro, una lettera, anche solo un bigliettino con qualche parola scritta sopra. Usate la parola per comunicare con gli altri, per mettervi d'accordo con i vostri vicini, per esprimere i vostri sentimenti, magari anche per arricchire il vostro canto con l'elemento verbale. Non avete neanche l'idea che i suoni che pronunciate e a cui date significato possano assumere una forma grafica, mantenendo nel contempo il loro significato. E come voi, anche tutti i vostri vicini, amici, parenti, perfino i vostri capi. 

     I popoli slavi, al momento del loro arrivo in Europa, non avevano la scrittura. Ad alcuni di loro era capitato di incrociare persone o tribù che avevano adottato un loro sistema di scrittura. Ma quei segni strani, a cui veniva attribuito un qualche valore al di là di quello puramente figurativo, dovevano apparirgli come dei simboli magici, il cui significato era per loro inaccessibile. 

     Questa premessa è indispensabile per capire il modo con cui la scrittura, insieme al Cristianesimo, arrivò in Russia e progressivamente si sviluppò e allargò a tutta la popolazione. 

     Siamo nel 988, quando il principe di Kiev Vladimir decise di ricevere il Battesimo e di convertire, insieme a lui, la propria famiglia e il proprio entourage.

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